IMPORTI PENSIONI 2011:
Provvidenze economiche a favore dei maggiorenni:| 2011 | 2010 | |
| Indennità di comunicazione | € 243,10 | € 239,97 |
| Pensione Sordi | € 260,27 | € 256,67 |
| Tetto del reddito (Pensione Sordi) | € 15.305,79 | € 15.154,24 |
Provvidenze economiche a favore dei minori ipoacusici:
| 2011 | 2010 | |
| Indennità mensile | € 260,27 | € 256,67 |
| Tetto del reddito | € 4.470,70 | € 4.408,95 |

Comunicato Stampa
Invalidità: le verifiche 2011
Nuova ondata di controlli a caccia di “falsi invalidi” o presunti tali. Nel 2011 ci saranno altre 250mila verifiche. Con il Messaggio 16 marzo 2011, n. 6763, l’INPS ha individuato un nuovo campione su cui svolgere le sue indagini. Sono le persone titolari di prestazioni economiche di invalidità civile, cecità civile, sordità civile con scadenza compresa tra il primo luglio 2011 e il 31 dicembre 2011, cioè persone per le quali è già prevista una revisione.
Sembrerebbe una soluzione di buon senso – sottoporre a controlli persone che comunque devono essere sottoposte a visita – ma non è tutto oro ciò che luccica.
“Sembra più che altro una ‘furbata’. – commenta Pietro Barbieri, Presidente della FISH – In questo modo l’INPS è certa di potersi vantare di un gran numero di revoche. È noto infatti che in fase di revisione, normalmente, un numero significativo di provvidenze vengono revocate, ma questo avviene già con le attività routinarie delle Aziende USL. Senza contare ben altri elementi discutibili della nuova azione INPS”.
Non è tutto, infatti : l’INPS controllerà in questi procedimenti solo l’invalidità civile, non lo stato di handicap, che rimane “a carico” della ASL. Quindi se anche l’handicap è rivedibile, il Cittadino dovrà sostenere due visite: una all’INPS e una all’ASL, con un disagio e uno sperpero di risorse.
Le visite su casi per i quali è già precedentemente prevista la revisione vengono effettuate da due medici, anziché dalla ordinaria Commissione di verifica, con costi inferiori per l’INPS, ma anche con minori garanzie per il Cittadino.
Inoltre l’INPS precisa che “in occasione delle verifiche straordinarie sulla permanenza dei requisiti nei confronti dei titolari di prestazioni di invalidità civile, non è possibile riconoscere una condizione di invalidità superiore a quella in precedenza determinata”.
Ciò significa che l’INPS – e sono forti i dubbi di liceità – non riconosce mai l’aggravamento. Per richiederne il riconoscimento, il Cittadino deve presentare una nuova istanza di accertamento e sottoporsi ad ulteriore visita di accertamento, anche in questo caso con disagi e sprechi.
“Se l’INPS riconoscesse gli aggravamenti e quindi concedesse ‘nuove’ provvidenze economiche – chiosa Barbieri – tradirebbe il mandato politico che ha ricevuto da Tremonti: tagliare, tagliare, tagliare!”.
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30 marzo 2011
Comunicato Stampa
questo clima di caccia alle streghe, sembra una sentenza ad orologeria. Non dimentichiamo che il controricorrente è l’INPS e che sono in corso ciclopici controlli su cui l’Istituto è in affanno e che non stanno portando i risultati attesi da Tremonti”.
Questo il primo commento di Pietro Barbieri, Presidente FISH, dopo la lettura della Sentenza n. 4677 (25 febbraio 2011) con cui la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha affermato che il limite reddituale da tenere in considerazione per la concessione della pensione agli invalidi totali non è solo quello personale, ma anche quello del coniuge.
Un po’ di numeri per definire il contesto. Il limite reddituale per ottenere la pensione di 260 euro mensili è fissato, per il 2011, a 15.154,24 euro lordi. Il limite scende a 4.470,70 euro lordi per l’assegno agli invalidi civili parziali. I titolari di assegni o pensioni sono circa 850mila.
La Sentenza – di segno contrario a recenti pronunciamenti della stessa Cassazione – ignora le indicazioni della Corte Costituzionale ed accoglie le motivazioni dell’INPS, lasciando non poche perplessità di natura giuridica sulle quali spicca l’enfasi sul “ragionevole punto di equilibrio circa il concorso tra la solidarietà coniugale e quella collettiva”.
Ora c’è da aspettarsi che l’Istituto applichi questi nuovi “orientamenti”, revocando – con tutta probabilità – migliaia di provvidenze economiche. Un’indicazione che sembra cadere a fagiolo per l’INPS a cui è attribuito il compito di effettuare 250.000 controlli nel corso del 2011 ed altrettanti nel 2012.
“Potrebbe revocare migliaia di provvidenze – prosegue Barbieri – solo sulla base dei nuovi requisiti reddituali, evitandosi l’incombenza, costosa e fonte di sovraccarichi, delle migliaia di visite di controllo. Ed è da credere che tutte queste revoche saranno annoverate come ‘false invalidità’”.
A fronte di una giustificata esplosione dei contenziosi in giudizio (già ad un livello patologico che sfiora le 300mila cause giacenti) e di fronte ad un evidente danno per le persone con disabilità, come intende agire la FISH?
“La soluzione deve essere politica! Riprendendo gli atti dei lavori parlamentari delle norme originarie, volutamente ignorati dalla Cassazione, va approvata celermente una interpretazione autentica da parte del Parlamento. Senza una decisa precisazione, verranno private anche di queste minime risorse migliaia di persone. Per tale intervento normativo – ma prima ancora di civiltà – chiederemo l’appoggio dei Parlamentari più attenti e sensibili”.
Leggi anche il testo di commento alla sentenza su HandyLex.org
23 marzo 2011
LEGGE 68 E QUOTE DI RISERVA
E' stato approvato definitivamente dal Parlamento che le assunzioni obbligatorie per chiamata diretta dei familiari di vittime di atti di terrorismo non possono superare e occupare la quota di riserva dei lavoratori disoccupati invalidi fissata al 7%.

Comunicato Stampa
Legge 68 e quote di riserva: approvazione definitiva
Anche il Senato ha approvato definitivamente la Proposta di Legge (giungeva dalla Camera, proposta dall’Onorevole Schirru e altri) che fornisce un’interpretazione autentica alla Legge n. 407 del 1998 e alle modifiche intervenute soprattutto nel 2010 (Legge 126): vi si ribadisce che le assunzioni obbligatorie per chiamata diretta dei familiari di vittime di atti di terrorismo non possono superare e occupare la quota di riserva spettante ai lavoratori disoccupati invalidi, prevista dall’articolo 3 della Legge n. 68 del 1999.
La Legge 126/2010 aveva infatti disposto che le aziende con più di 50 dipendenti fossero prioritariamente obbligate all’assunzione di orfani e di superstiti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Tale priorità, colmando gli obblighi di assunzione, sarebbe andata a scapito della riserva prevista dalla Legge 68/1999 a favore delle persone con disabilità.
Opportunamente la norma, approvata e in attesa di pubblicazione, riconferma la garanzia del 7% di aliquota di riserva ai disabili.
Si tratta di un risultato importante poiché erano a rischio migliaia di assunzioni di persone disabili sia nel privato che nella Pubblica amministrazione.
Un risultato importante ottenuto grazie all’ampia mobilitazione delle Associazioni e all’iniziativa di alcuni parlamentari (in particolare Amalia Schirru e Augusto Battaglia), incontrando comunque ampio consenso sia alla Camera che al Senato.
24 febbraio 2011
DISABILI E INPS: INTERROGAZIONE DELLA FISH AL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
L'Associazione FISH ha chiesto al ministro Maurizio Sacconi chiarimenti in merito ai forti ritardi legati alla nuova procedura di certificazione invalidità.

Comunicato Stampa
Disabili e ritardi INPS: interrogazione della FISH
Ottenere una certificazione di invalidità, in tempi ragionevoli e senza disagi, è diventato un miraggio. Dal primo gennaio 2010 tutte le procedure, informatizzate, viaggiano telematicamente sui sistemi dell’INPS. L’innovazione fu salutata come l’avvio di una nuova era, in cui l’INPS, regista autorevole e dotato di strumenti avanzati, avrebbe eliminato il pregresso, velocizzato i tempi, reso più trasparenti le procedure.
Eppure, ad oltre un anno dall’avvio della nuova fase, non c’è giorno in cui i Cittadini non segnalino inspiegabili ritardi, che i patronati sindacali non accusino difficoltà ingestibili nelle nuove procedure, che le Aziende USL non riescano ad accedere ai nuovi sistemi.
Queste lacune sono piuttosto gravi perché le persone con disabilità, senza quei certificati che ne attestino in modo formale lo status, non possono accedere a nessun beneficio economico, a nessun servizio, a nessuna prestazione strettamente necessaria per le loro condizioni. Non solo: le precedenti certificazioni, se rivedibili, non hanno alcun valore fintanto che l’intero procedimento di verifica non è stato completato.
In questi mesi, con toni trionfalistici, l’INPS ha ribadito il proprio ruolo innovatore e di riforma, negando le enormi difficoltà che il sistema dimostra quotidianamente. Non è dato sapere se questi rallentamenti dipendono dal fatto che, contemporaneamente, l’INPS ha effettuato anche 300mila controlli sui cosiddetti “falsi invalidi” nel 2009-2010 e ne dovrà smaltire altri 500mila entro la fine dell’anno prossimo. Ma sono molti gli aspetti oscuri in tutta questa vicenda.
È, innanzitutto, per fare chiarezza ed evitare mistificazioni che la FISH ha redatto una interrogazione, molto stringente,che mette ora a disposizione dei Parlamentari più sensibili e più interessati a conoscere l’effettiva qualità dei servizi resi ai Cittadini e la finalizzazione dei soldi pubblici.
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Interrogazione a risposta scritta al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali
Premesso che il Parlamento con la Legge 3 agosto 2009, n. 102, all’articolo 20, ha ridefinito i percorsi relativi all’accertamento e al riconoscimento delle minorazioni civili, prevedendo:
a) che a decorrere dal 1° gennaio 2010 ai fini degli accertamenti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità le Commissioni mediche delle Aziende Sanitarie Locali sono integrate da un medico dell’INPS quale componente effettivo;
b) che in ogni caso l’accertamento definitivo è effettuato dall’INPS;
c) che a decorrere dal 1° gennaio 2010 le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, sono presentate all’INPS, secondo modalità stabilite dall’ente medesimo. L’Istituto trasmette, in tempo reale e in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie Locali.
Premesso che l’INPS con Determinazione del Commissario Straordinario del 20 ottobre 2009, n. 189 e Circolare INPS 28 dicembre 2009, n. 131 ha fissato le linee guida e le modalità operative dei procedimenti precisando in particolare:
a) che la presenza del medico INPS in Commissione di accertamento ASL consente, nel caso di unanimità di giudizio, un iter accelerato di convalida dei verbali di invalidità, handicap (Legge 104/1992) e disabilità (Legge 68/1999), a vantaggio del Cittadino;
b) che tutti i passaggi dei procedimenti sono gestiti con uno specifico software INPS per via telematica al fine di garantire celerità e trasparenza degli atti;
c) che i tempi massimi fra la domanda e la concessione delle eventuali provvidenze possono essere contenuti entro i 120 giorni;
d) che i tempi – di norma – per le convocazioni a visita ordinaria devono essere contenuti in 30 giorni (15 per i malati oncologici).
Considerato che dai Cittadini con disabilità, dalle loro famiglie, dalle organizzazioni che li rappresentano e dai patronati sindacali giungono numerose e diffuse segnalazioni di ritardi pari o superiori alla precedente gestione che in alcuni casi giungono ad un anno di attesa;
Considerato che da numerose ASL e patronati sindacali giungono segnalazioni di difficoltoso funzionamento del software gestito dall’INPS, tale da comportare la trasmissione degli atti su supporto cartaceo;
Considerato che l’INPS ha affidato a fine 2010 a Postel l’incarico dell’inserimento di dati relativi ai procedimenti in parola;
Rilevato che, secondo l’ordinamento vigente, le persone con disabilità, per accedere a qualsiasi agevolazione, prestazione, servizio a loro destinato devono essere in possesso di un verbale che ne certifichi lo status, e che tale verbale decade nella data in cui è prevista una eventuale rivedibilità anche nelle more della revisione;
Si chiede di sapere
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In quale misura è stata garantita la presenza del medico INPS all’interno delle Commissioni al fine di conformarne la composizione al dettato normativo;
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In quanti casi e con che indicazioni si è applicata l’ipotesi di “validazione” accelerata sugli atti in caso di approvazione all’unanimità dei verbali di accertamento;
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In quale misura, a distanza di un anno, siano state informatizzate le pratiche relative all’invalidità civile di nuova presentazione;
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Dopo l’entrata a regime delle nuove procedure quali sono i tempi medi di attesa per le diverse fasi (convocazione, conferma, concessione, erogazione) dei procedimenti; con quali differenze territoriali e con quali differenze rispetto agli anni precedenti;
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Se tali ritardi nell’ordinaria amministrazione siano imputabili alla contestuale conduzione dei piani straordinari di verifica sulle invalidità civile (200mila controlli nel 2010, 100mila controlli nel 2009).
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Quanti ricorsi giurisdizionali risultano pendenti al 31 dicembre 2010 in materia di minorazioni civili e quale sia la soccombenza;
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Quante domande di accertamento vi sono state nel 2009 e nel 2010 e quale il trend rispetto agli anni precedenti;
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Quali siano i contenuti e quali le motivazioni del coinvolgimento di Postel da parte di INPS nella gestione delle nuove procedure.
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Leggi anche:
Fishonlus.it – Persone con disabilità: gravi ritardi negli accertamenti
Superando.it – I ritardi dell’INPS e la pazienza sempre più scarsa dei Cittadini
10 febbraio 2011
DALLA FISH 7/02/2011 (FEDERAZIONE ITALIANA PER IL SUPERAMENTO DELL'HANDICAP) ARRIVA QUESTA "DENUNCIA" SU RITARDI EDISAGI GLI ACCERTAMENTI INPS.

Comunicato Stampa
Persone con disabilità: gravi ritardi negli accertamenti
Dal primo gennaio 2010 l’intera gestione dei procedimenti di accertamento e riconoscimento delle invalidità civili è stata assunta dall’INPS. Con una Determinazione dell’ottobre 2009 il Commissario straordinario dell’Istituto (Mastrapasqua) aveva annunciato e programmato l’avvio di una nuova procedura informatica e telematica che avrebbe garantito, oltre alla piena trasparenza degli atti, una maggiore celerità dei procedimenti a tutto vantaggio dei Cittadini.
Ad oltre un anno dall’avvio delle nuove procedure, vengono quotidianamente segnalati gravi ritardi e disagi per i Cittadini. Si attendono ancora per mesi i certificati di invalidità, di handicap e di disabilità, essenziali non solo per ottenere eventuali provvidenze economiche, ma anche per accedere a prestazioni sanitarie e sociali e per iscriversi alle liste di collocamento.
Dalle note interne dell’INPS si comprende che molte pratiche sono ancora cartacee e che gli arretrati si stanno accumulando giorno dopo giorno, confermando le preoccupate segnalazioni che quotidianamente giungono alla FISH e alle associazioni federate. Il tutto accade nell’indifferenza dei Ministeri che su questi aspetti dovrebbero vigilare.
Una situazione di emergenza che non giova né alle persone con disabilità, né a concretizzare l’effettivo contrasto alle “false invalidità” tanto enfatizzato in particolare dal Ministro Tremonti.
Rimane l’interrogativo: l’INPS ha effettuato 300mila controlli sui “falsi invalidi” e ne deve svolgere altri 500mila entro la fine del prossimo anno (con quali esiti?). I ritardi nell’ordinaria amministrazione non deriveranno anche da questa “missione” che il Ministro Tremonti gli ha affidato? O vi sono anche altre responsabilità esterne?
In realtà le domande, data la scarsa trasparenza, sono molte e riguardano la gestione, i risultati, i costi economici e sociali, l’efficacia e i disagi di due gigantesche operazioni (le nuove procedure e i controlli straordinari) i cui contorni sono tutt’altro che chiari, ma che sembrano essere rilevanti, per ora, solo per la nostra Federazione.
Per fare chiarezza e – se del caso – per smascherare eventuali mistificazioni, la FISH intende percorrere tutte le strade istituzionali per ottenere risposte formali e dati ufficiali da cui trarre conclusioni certe e su cui pretendere soluzioni di maggiore rispetto dei diritti civili.
7 febbraio 2011
LA CAMERA APPROVA CHE LE ASSUNZIONI OBBLIGATORIE PER CHIAMATA DIRETTA DI FAMILIARI DI VITTIME D'ATTI DI TERRORISMO NON POSSONO SUPERARE E OCCUPARE LA QUOTA SPETTANTE DISOCCUPATI INVALIDI.

Comunicato Stampa
Legge 68 e quote di riserva: primo sì alla Camera
Una buona notizia dalla Camera: nella seduta di ieri è stata approvata la Proposta di Legge (n. 3720, On. Schirru e altri) che fornisce un’interpretazione autentica alla Legge n. 407 del 1998 e alle modifiche intervenute soprattutto nel 2010 (Legge 126) per ribadire che le assunzioni obbligatorie per chiamata diretta dei familiari di vittime di atti di terrorismo non possono superare e occupare la quota di riserva spettante ai lavoratori disoccupati invalidi, prevista dall’articolo 3 della Legge n. 68 del 1999.
Si tratta di un risultato importante poiché erano a rischio migliaia di assunzioni di persone disabili sia nel privato che nella Pubblica amministrazione.
La Legge 126/2010 ha infatti disposto che le aziende con più di 50 dipendenti siano prioritariamente obbligate all’assunzione di orfani e di superstiti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Tale priorità, che colma gli obblighi di assunzione, andrebbe a scapito della riserva prevista dalla Legge 68/1999 a favore delle persone con disabilità.
Il testo rapidamente licenziato dalla Commissione Lavoro della Camera e approvato all’unanimità dall’Aula sana questa distorsione legislativa, garantendo il 7% di aliquota di riserva ai disabili.
Si passa ora all’esame del Senato per l’approvazione definitiva che la FISH si augura rapida e senza ostruzioni.
2 febbraio 2011









